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VIENE PRIMA LA GALLINA!

8 marzo 2008
VIENE PRIMA LA GALLINA
Contro i continui attacchi alla 194 

Di fronte agli attacchi sempre più pesanti contro la legge 194 (interruzione volontaria di gravidanza) vogliamo ricordare il positivo significato politico, storico e sociale che questa legge ha rappresentato per l’emancipazione delle donne e vogliamo inoltre ribadirne l’incompletezza oltre che la sua mancata applicazione.

Per riaffermare con efficacia il nostro diritto di autodeterminazione crediamo sia necessario mettere in discussione l’articolo 9 della 194 che si occupa dell'obiezione di coscienza, "opzione" che permette al personale medico-sanitario di anteporre i propri "problemi di coscienza" alla salute della donna, di cui dovrebbe farsi garante, e di opprimere il soggetto a cui deve assistenza in nome della “propria coscienza”. Il problema è che oggi c’è un enorme numero di medici obiettori e in gran parte dei casi la scelta non è dettata dalla convinzione personale ma dalla convenienza. Questa presenza ingombrante ha fatto sì che le gravidanze vengano interrotte con un ritardo sempre maggiore mettendo sempre più a rischio la salute della donna.

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TUTTA CASA, LETTO E CHIESA di Franca Rame

LE CARACOLES PARTECIPANO ALLA: 
Festa della donna AL CREBERG TEATRO -BERGAMO-
Sabato 8 marzo 2008 -ore 21.00 - Via Pizzo della Presolana, Bergamo
 
Verba Manent e Compagnia Fo-Rame presentano:
"TUTTA CASA, LETTO E CHIESA"  di Dario Fo e Franca Rame
regia di F.Rame con Marina DeJuli
...e musica dal vivo dei 12 elementi della Lingéra Filtrus Jazz Band 

Sono inviate alla serata le associazioni femminili che operano sul territorio, le quali potranno allestire banchetti informativi nella hall. 

PER PRENOTAZIONI: biglietteria teatro 035 3432521
INFO: www.teatrocreberg.it, marina@marinadejuli.it  (tel. 3478116559) 
prezzi dei biglietti: euro 25,00 -20,00 -15,00
OFFERTA DELLA PRODUZIONE X GRUPPI E ASSOCIAZIONI Euro 10
(Contattare Teatro Creberg 035 343251  Signora Patrizia). 
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SULL'APPLICAZIONE della L.194

Aborto, la fuga delle donne

Interruzione di gravidanza, strutture in crisi «Attese e umiliazioni». E tante vanno all’estero

I numeri della legge

«Le prenotazioni per la legge 194 sono esaurite. Riprenderanno il 19 febbraio dalle 11 alle 12». Così la segreteria telefonica dell’ospedale Macedonio Melloni, tra i più importanti di Milano. Inutile meravigliarsi. Prendere un appuntamento per interrompere la gravidanza è solo l’inizio dell’odissea che le donne devono affrontare per abortire oggi in Italia. Un percorso a ostacoli tra ambulatori aperti solo un’ora alla settimana, accettazioni a numero chiuso, colloqui, visite ginecologiche ed ecografie che costringono ad andare in ospedale anche quattro volte, liste d’attesa che superano i 15 giorni almeno in un caso su due, l’insistenza dei volontari del Movimento per la vita in corsia, umiliazioni emblematiche come il cartello con la scritta «Interruzioni di gravidanza» appeso ai lettini delle donne in procinto di abortire al Niguarda, eliminato solo dopo l’intervento dei sindacati dell’ospedale milanese. L’irruzione della polizia al Federico II di Napoli dopo un aborto terapeutico è la punta dell’iceberg di un fenomeno che spinge sempre più donne a rivolgersi a cliniche estere. In fuga dall’Italia per abortire.

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PRESENTAZIONI

Il Deportivo Caracoles nasce nell’Aprile 2006 dall’idea di un gruppo di ragazze di Bergamo che decide di partecipare alla IV edizione bergamasca del Torneo del Bae. L’interesse verso il progetto di solidarietà attiva alle popolazioni indigene del Chiapas è determinante nella scelta del nostro nome.

CARACOLES come le comunità zapatiste, nelle quali le donne hanno lottato e ottenuto un ruolo paritario e di partecipazione sia sociale che militare. E ironicamente CARACOLES come “lumache”, con la volontà di raccontare un modo di vivere il calcio che si discosta dal modello sportivo predominante nella società attuale. Per questo abbiamo scelto di essere attive nell’organizzare iniziative e partecipare a tornei che fossero legati a progetti di solidarietà internazionale e di genere.

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